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Corsica, Agriate e Capo Corso in Kayak da Mare
25 Giugno 2018 - 1 Luglio 2018
 
Kayak
 
Corsica
 
Agriate e Capo Corso in Kayak da Mare
Un’avventura unica e imperdibile per appassionati di Corsica e di Kayak

Viaggio Nomade kayak e tenda
dalle fantastiche spiagge bianche dell'Agriate
alle ardite scogliere di Capo Corso
alla scoperta degli angoli più segreti e sorprendenti
di questo meraviglioso tratto di costa Corsa.

Un giro che regala grandi emozioni,
che per essere completato necessita del favore degli Dei.


Programma

G1 Arrivo in Corsica
Incontro al porto di Bastia, trasferimento in minibus a Lozari (costa Ovest). Pernottamento in campeggio.

G2 Le meravigliose spiagge dell’Agriate
Scogliere selvagge e grandi spiagge bianche con alte dune ancora integre, sparto, mucche, stagni, fiumi e acqua cristallina. Un paradiso.
Kayak Lozari-Saleccia 31 km pernottamento in campeggio.
Ammariamo i kayak e lasciamo la spiaggia di Lozari. Superato il promontorio della Guardiola si raggiunge la grande spiaggia di Ostriconi, la prima della costa dell’Agriate. Entriamo nei suggestivi anfratti tra i graniti rossi, per poi doppiare le selvagge e strapiombanti scogliere di Punta di Acciolu dove nidifica il falco pescatore. Tra un alternarsi di dune e basse scogliere raggiungiamo prima Puna Delfina e poi l’evocativa e sinistra Punta Tagliacarne, per approdare nella profonda e riparatissima baia di Malfalcu, con il basso fondale che si spenge nella laguna retrostante. Si prosegue a sfiorare la bassa costa fino alla bellissima (a dispetto del nome) caletta di Alga Putrica e subito dopo arriviamo nella spettacolare spiaggia di Ghjgnu, meraviglioso arenile di sabbia bianchissima con alle spalle le alte dune e alcuni dei Pagliaghj più belli di Corsica. La bellezza del luogo richiede una sosta, per un bellissimo bagno, ma anche per fare qualche passo all’interno per ammirare i pagliaghj, i tipici rifugi dei pastori Corsi. Ripartiamo e doppiata Punta Negra troviamo un'altra bellissima spiaggia bianca con dune e ginepri alle spalle, Trave. Costeggiando la costa profumata dall’elicriso arriviamo alla spiaggia di Saleccia, giustamente considerata una delle più belle d’Europa, dove ci fermiamo per passare la notte nel piccolo campeggio dietro le alte dune.

G3 La dolce baia di San Fiurenzu
Il lato meridionale della grande baia di San Fiurenzu, spiagge, stagni e una costa sempre più dolce e accogliente, incontrando torri, fari e tracce di coltivi fino ad arrivare nella grande spiaggia alla fine del golfo.
Kayak Saleccia-San Fiurenzu 20 km pernottamento in campeggio.
Lasciata la stupenda Saleccia, pagaiamo tra le piccole secche semi affioranti di i Furmigoli e doppiamo Punta Cruzza, punto di ingresso del grande e profondo golfo di San Fiurenzu. Si costeggia Cala Grottella e la graziosa Marina di Peraldu, una minuscola caletta con un bel paghjaghju. Doppiata punta Ravjola arriviamo alla fantastica spiaggia di Loto, unica per luminosità e trasparenza. Una sosta è d’obbligo anche per dare un'occhiata al suo stagno. Un brevissimo tratto di costa rocciosa ed arriviamo alla piccola spiaggia di Mazzano, per me la più bella dell’Agriate per trasparenza ed armonia di forma. Anche qui la sosta è imperdibile, per un bagno e per una passeggiata sulla duna adornata da un'estesa prateria di Pancrazio Marittimo, Calcatreppole e Ginepri. Anche qui le mucche sono le “padrone della spiaggia” mentre in alto il protagonista è il Nibbio Reale. Lasciato il bianco arenile si doppia la bella Punta Cavallata ammirando in lontananza le montagne di CapoCorso. Si pagaia sfiorando la costa rocciosa raggiungendo Punta Mortella dominata dal faro e dal grande semaforo ormai dismesso. L’edificio che caratterizza il promontorio lo incontriamo subito dopo aver doppiato la punta, quando davanti a noi si presenta l’imponente Torre della Mortella. Torre di avvistamento costruita dai genovesi nel 1563 e semidistrutta dagli inglesi nel 1794, l'edificio mantiene la sua imponenza nonostante il cannoneggiamento inglese e la presenza del faro e del semaforo fa capire l’importanza che ha e che ha avuto nel corso dei secoli. Continuiamo lungo la costa bassa fino alla foce del Fiume Santo che divide in due la spiaggia e si allarga all’interno, è un ambiente molto suggestivo e merita una breve navigazione interna. Riprendiamo la pagaiata marina, ancora qualche deliziosa caletta e siamo ormai in fondo al Golfo di San Fiurenzu e il mare è sempre più simile ad una laguna. Entriamo a Fornali baia porto e anche cimitero di imbarcazioni disarmate e poi atterriamo nella grande spiaggia di San Fiurenzu, dove ci fermiamo per la notte.

G4 La spiaggia gigante
Man mano che ci allontaniamo da San Fiurenzu la costa diventa sempre più impervia con alte pareti e poche possibilità di scalo. Giornata ricca di tanta bellezza, ma su tutto spicca la grande spiaggia di Nonza con la sua storia affascinante e drammatica.
Kayak San Fiurenzu-Nonza 20km pernottamento in bivacco.
Riprendiamo i kayak e lasciamo la spiaggia di San Fiurenzu, doppiamo il bel porticciolo e la Cittadella e costeggiando iniziamo a risalire il lato occidentale di Capo Corso. Si costeggia la lunga spiaggia turistica da Ospedale a Ostu, proseguendo lungo la bella costa dolce fino a Punta Saetta, per giungere alla Marina di Farinole, ultima spiaggia di sabbia. Ora le rocce scure dominano la costa e la forma della scogliera inizia ad essere disegnata in maniera più incisiva dalle onde. Arriviamo alla bella spiaggia di Negru dominata dalla torre genovese, qui vale la pena fare una sosta, anche per dare un'occhiata alla foce del torrente Olmata e al bel ponte genovese appena dietro la spiaggia. Riprendiamo la pagaiata e dopo poco ammiriamo i ruderi del grande convento di San Francesco costruito a pochi metri dal mare. La scogliera si fa più ripida e in alto iniziamo a vedere il favoloso villaggio di Nonza dominato dalla torre paolina a base quadrata. Il passaggio sotto il paese è molto suggestivo, ma ancora di più lo è l'arrivo sulla grande spiaggia nera, enorme per profondità. E dopo essere atterrati ed aver “scalato” la prima parte della spiaggia, ci fermiamo in questo luogo surreale e fuori scala per passare la notte.

G5 Le scogliere ardite
La giornata delle scogliere ardite dell’Ovest CapiCorsino, tanto temute dai naviganti di ogni epoca. Pareti scure e inquietanti che impressionano mentre ci pagaiamo sotto, ma sopratutto esaltano per questa potente rappresentazione della natura selvaggia e per le straordinarie trasparenze dal tono cobalto di questo tratto di mare. Arrivo nei pressi dell’affascinante borgo marittimo di Centuri.
Kayak Nonza -Centuri 25 km pernottamento in campeggio.
Dopo la notte in bivacco riprendiamo il mare lasciandoci alle spalle l'incredibile scenario della spiaggia di Nonza. Un breve tratto e ci troviamo a pagaiare sotto la torre della Marina di Albo e poi si raggiunge la spiaggia di ciottoli scuri simile a quella di Nonza, con un retro profondo dove tra i tamerici e i rigagnoli d'acqua dolce trovano refrigerio numerose mucche. Doppiamo Punta Bianca che riflette la luce come uno specchio e contrasta con le rocce scure tutte intorno. Si continua a risalire in direzione Nord, lungo una scogliera inquietante anche per le ferite della grande cava di amianto che ha drammaticamente segnato la storia di questa parte di Corsica. Passiamo davanti al minuscolo scalo di Cannelle e doppiamo le alte scogliere della Punta, continuiamo la pagaiata costeggiando la piccola Marina di Scala, il litorale si fa roccioso ed impervio e senza possibilità di approdo fino alla Marina di Giottani con la spiaggia profonda, il paesino e il porticciolo difeso dalla piccola ma robusta diga. Da qui la scogliera si fa sempre più alta e ardita, lo scenario è stupendo e impressionante insieme, con le rocce scure che si incuneano nel mare color cobalto, emanando forte il fascino della potenza selvaggia. Doppiamo le punte di Stintinu e Mare Mortu e dopo un tratto di scogliere levigate dalla potenza delle onde, in alto una torre di avvistamento ci indica che stiamo arrivando alla Marina di Scalo, sotto il paese di Pino. Dal mare ammiriamo l’antico convento di San Francesco e poi tra le poche case in pietra della marina, la piccola spiaggia dove possiamo fare una sosta. Rimessi in acqua i kayak continuiamo la nostra navigazione lungo la scogliera, tra scorci di rara bellezza, fino a raggiungere il Golfo di Aliso, con il bassofondo turchese e la bella spiaggia. Doppiamo anche Capu Corvoli e sempre costeggiando puntiamo a Nord, ora la costa si fa ancora più interessante con tante lunghe lingue di rocce che disegnano stretti anfratti molto belli da visitare in kayak, e da tante piccole secche semi affioranti per divertenti passaggi. La nostra giornata termina atterrando sulla spiaggia di Mute, con l’Isola Capense di fronte e il favoloso porto di Centuri a poche centinaia di metri, da dove ci gusteremo un magnifico tramonto.

G6 Il mitico Capo Corso
Dalle imponenti scogliere dell’Ovest, alle dolci spiagge bianche dell’Est, doppiando il mitico Capo Corso con le sue rocce dalle forme surreali, toccando i piccoli borghi di pescatori di Centuri, Tollare e Barcaggio e indimenticabili passaggi sotto le torri costiere di avvistamento.
Kayak Centuri-Macinaggio 26 km pernottamento in campeggio.
Lasciata la spiaggia di Mute, circumnavighiamo l’Isola Capense e poi con i nostri kayak visitiamo il porticciolo di Centuri per ammirare da una prospettiva fantastica il delizioso borgo. Iniziamo a risalire il tratto più settentrionale di Capo Corso, la costa rocciosa man mano che si avanza diventa sempre più impervia, con le falesie che si incuneano nel mare come enormi scimitarre pietrificate. Doppiamo Capo Bianco con gli enormi blocchi spaccati dalle onde e ci troviamo davanti ardite e inquietanti scogliere scure e impressionanti per verticalità e imponenza. Arriviamo alle tetre guglie di Punta di Corno di Becco, dove sul cocuzzolo fa bella mostra un grande nido occupato dal falco pescatore. La costa si mantiene cupa e imponente fino a Capo Grosso, sopra di noi in alto il mitico semaforo di Capo Corso, è un luogo denso di pathos, non c’è più terra da risalire, a Nord oltre la Giraglia che fa capolino, c’è solo mare aperto, è uno di quei posti dove si respira “diferente” come quando arrivi su di una vetta o ti sporgi da un precipizio. Continuiamo la nostra pagaiata a fil di costa nel contrasto tra le arcigne falesie scure e le trasparenze del mare dominato da toni di turchese e cobalto, fino a raggiungere Tollare, minuscolo borgo di pescatori di rara armonia, che racchiude in pochi metri le classiche strutture della marina: la torre, lo scalo, la chiesa, i magazzini dei pescatori; merita una sosta. Con la Giraglia a fianco riprendiamo il mare, la costa ora è più dolce con la macchia che sfiora il mare e fiancheggiando spiaggette e scogliere rapidamente arriviamo a Barcaggio, leggermente più grande di Tollare, con un piccolo e ben riparato porticciolo. Doppiato l'insediamento, davanti a noi si presenta la grande spiaggia della Cala, una delle più belle dell'intera Corsica, qui le trasparenze del mare tornano ad esaltarsi nel basso fondale di sabbia bianca, l'arenile si spinge molto all'interno con grandi dune adornate da cespugli dorati di Sparto e merita una sosta. Torniamo in acqua e doppiamo le scogliere grigio verdi di Capo Corso dilaniate dalla forza del mare. Siamo nel punto più settentrionale dell'Isola, con lo scoglio della Giraglia sulla nostra sinistra, a poche centinaia di metri, con la sua torre e il mitico faro a dominarla. Dopo giorni di navigazione sempre rivolti a Nord, per la prima volta facciamo prua a meridione, anche questo è un confine. La luce cambia e ad oriente si svela l'Isola di Capraia. Si respira Mediterraneo con il profumo dei ginepri che ricoprono il Capo insieme a quello dell'elicriso, che si miscelano agli aromi salmastri, mentre entriamo nella deliziosa baia che si apre davanti a noi tra Capo Corso e la Punta dell'Agnello, con la torre genovese che padroneggia dall'alto del promontorio. Doppiato il Capo, raggiungiamo la Cala della Capandula, caratterizzata dal colore blu intenso del mare e poi ritroviamo le rocce verdi capicorsine che qui si esibiscono nelle forme più bizzarre e spettacolari. Incontriamo la sabbia bianca della spiaggia di Cala Francese, dove solitamente le mucche si danno appuntamento e poi appena dopo, la splendida Cala Genovese una delle chicche del Capo, dove non si può resistere ad un sosta per un bagno. Questo è uno dei tratti più dolci di questa costa, pagaiando pigramente raggiungiamo i resti della torre di Santa Maria, che trovandosi in mare possiamo praticamente visitare dal kayak. La costruzione militare mostra evidenti i segni del cannoneggiamento subito dalle navi inglesi alla fine del XVIII sec., evento nefasto per la struttura che però, oltre che renderla unica, ci permette di osservarne la tecnica costruttiva. Ci lasciamo alle spalle anche la spiaggia di Santa Maria e dopo un breve tratto di costa ci troviamo davanti i tre Isolotti delle Finocchiarola: Terra, Mezzana e Finocchiarola, che andiamo a circumnavigare per poi tornare a scendere lungo la costa e raggiungere la spiaggia di Tamarone, doppiare Punta Coscia e terminare il nostro viaggio sulla spiaggia di Macinaggio.

G7 Saluto a Bastia
Trasferimento in minibus Macinaggio-Bastia. Imbarco e partenza


Prezzo
850 euro a persona
Min. 4 - Max 8 Partecipanti

La quota comprende
5 escursioni guidate in kayak di intera giornata
5 pernottamenti in campeggio
1 bivacco
trasferimenti in minibus G1 Bastia-Lozari e G7 Macinaggio-Bastia
Uso delle tende, uso dei kayak e relativa attrezzatura
Guida sempre presente

La quota non comprende
tutti i pasti
traghetto per la Corsica a/r


Il programma è legato alle condizioni meteo e può subire variazioni

Info e Prenotazioni
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Tel e Fax +39 0565 976707
Mob +39 3332653079