Econauta
Le Bocche di Bonifacio in Kayak da mare
Vela Kayak
 
Corsica

Programma
1° giorno Sulla rotta dei Rasenna
Appuntamento ore 14,00 al porto di Portoferraio (Isola d’Elba).
Trasferimento alla barca, cambusa, imbarco e partenza per le ore 16,00. 
Navigheremo con rotta sulla Corsica assistendo alla magia del tramonto e della notte stellata. 

2° giorno Le spiagge da Sogno
Per i più mattinieri ci sarà lo spettacolo dell’alba in navigazione. Arrivo di prima mattina a Punta Chiappa, punto d’ingresso del parco delle Bocche di Bonifacio, dove ammariamo i kayak e iniziamo la nostra pagaiata nelle acque Corse. Dopo un breve tratto lungo costa, ci allarghiamo e rapidamente raggiungiamo il piccolo ma delizioso arcipelago delle Isole Cerbicali, facendo il periplo dei quattro isolotti e godendosi gli angoli più belli. Ritornati lungo la costa Corsa si prosegue in direzione Sud tra spiagge e scogliere granitiche, alternando pause e bagni in calette solitarie e costeggiando le famose e splendide spiagge di Palombaggia, Asciaghju e Santa Giulia, per finire la giornata nella selvaggia baia di Porto Novo, dove pernotteremo a rada.

3° giorno Il fascino arcigno e selvaggio di Caprera
Salpiamo l’ancora alle prime luci dell’alba e facciamo prua su Caprera. Mentre attraversiamo le Bocche vediamo scorrere di fianco a noi I Lavezzi e tutte le isole dell’Arcipelago Maddalenino, le mete dei nostri prossimi giorni. Una volta doppiata Punta Crocitta, l’estremo Nord di Caprera, ne costeggiamo il lato orientale fino a raggiungere la bellissima Cala Coticcio, dove caliamo l’ancora, ammariamo i kayak e iniziamo la nostra pagaiata. Pochi metri e la prima sosta d’obbligo nella famosa Tahiti di Caprera, per nuotare nelle meravigliose trasparenze turchesi di questa cala e arrampicarsi sui graniti rosati modellati dal mare e dal vento, per godere dell’impagabile scenario profumato dall’inteso aroma del ginepro e dell’elicriso. I nostri kayak scivolano leggeri sul mare limpido che alterna toni turchesi ad azzurri e blu, mentre costeggiamo gli arcigni graniti della costa Est dominati dalla sagoma del monte Tejalone, la vetta più alta dell’Isola con i suoi 212 metri. Facciamo una sosta per uno snorkeling a Cala Brigantina e poi proseguiamo tra mare e macchia costeggiando i graniti levigati, doppiamo la spiaggia dei Due Mari volando sulle sue trasparenze esaltate dalla sabbia bianca e risaliamo la baia dal lato opposto pagaiando nel labirinto rosato che il mare ha disegnato nel granito, per poi passare tra la costa e l’Isola Pecora e raggiungere il basso fondale sabbioso della famosa spiaggia del Relitto. La costa si fa più dolce e in un crescendo armonico e accogliente arriviamo a Cala Andreani dove sostiamo nell’angolo più intimo. La nostra pagaiata ora ritrova i graniti severi e purpurei delle zone esposte, siamo a Punta Rossa il punto più meridionale dell’Arcipelago, doppiarlo non è mai scontato, riuscirci regala emozione. Risaliamo il versante opposto del promontorio, l’Ovest è dominato dalla sagoma massiccia di Capo Orso, la grande Sardegna è assai vicina, ma lo sguardo è catturato dalle imponenti batterie di Punta Rossa, un’opera militare mastodontica in abbandono risalente al periodo sabaudo. Prendiamo terra spiaggiando i kayak a fianco delle possenti banchine in granito di questa ex base militare e andiamo alla scoperta di questo luogo surreale e affascinante camminando tra i camminamenti che conducono agli enormi basamenti dei cannoni. Un’opera enorme costruita in uno dei punti strategicamente più importanti del Mediterraneo per difendersi da un temuto attacco francese che in realtà non c’è mai stato o che forse non c’è mai stato proprio perché sono state costruite queste spropositate fortificazioni. Lasciato questo luogo surreale e allo stesso tempo tetro e affascinante, ammariamo i kayak e continuiamo la pagaiata, andando a vedere la piccola Isola Porco affollata di sterne e gabbiani, per poi andare a ritrovare la nostra imbarcazione che ci attende alla Cala dell’Inglese, dove passeremo la notte a rada. 

4° giorno Spargi Il paradiso di granito

Di primo mattino lasciamo il ridosso di cala Inglese a Caprera, con una breve navigazione costeggiamo l’Isola di Santo Stefano dove sono ancora evidenti le strutture dell’ormai dismessa base NATO e l’Isola di La Maddalena passando davanti al porto e al principale centro abitato dell’Arcipelago. Ci lasciamo alle spalle le belle scogliere di Cala Francese e raggiungiamo Spargi, altra stupenda perla di questo Arcipelago. Caliamo l’ancora nel basso fondale sabbioso della stupenda Cala Corsara e di nuovo in mare i kayak per continuare la nostra avventura “nelle Bocche”. Spiaggiamo i kayak nella candida sabbia per un una breve escursione a piedi tra i grandi massi di granito, piccoli fortini militari e profumati ginepri, per ammirare dall’alto il favoloso scenario e le incredibili trasparenze di questo mare.
Tornati a bordo dei kayak iniziamo il periplo di Spargi che ci regala scenari da sogno ad ogni pagaiata, con tante piccole calette raggiungibili solo con il kayak. Anche qui le acque smeraldine sono un richiamo irresistibile per nuotate e fare snorkeling, ma stupende sono anche le scogliere granitiche. Arrivati a nord-ovest di Spargi con una breve traversata raggiungiamo Spargiotto, altro splendido scrigno granitico, di grande rilevanza naturalistica, qui infatti sembra che nidificano il raro gabbiano Corso e il rarissimo uccello delle tempeste. Completato il periplo dell’Isolotto torniamo a Spargi e ci spostiamo a settentrione, la costa nord è la più esposta, si apre sulle Bocche, qui il mare ha plasmato favolose sculture da cui in alto spuntano mimetiche le postazioni delle batterie militari costruite tra le due guerre mondiali. Pagaiamo insinuandoci tra i tanti pertugi che si aprono tra gli scogli, scivolando sul mare dai toni cangianti che passano senza soluzione di continuità dallo smeraldo al cobalto. Passati ad oriente la costa si fa più dolce, giunti a Cala Ferrigno atterriamo i kayak e imbocchiamo un sentiero che sale tra la macchia e che ci permette di visitare le batterie di Pietragliaccio e poi si sale all’osservatorio di Punta Banditi a 126 mt sul livello del mare. Queste architetture militari sono affascinanti e tutt’altro che tetre, sono perfettamente armonizzate con l’Isola e il loro mimetismo, che non è stato certo voluto per creare un basso impatto ambientale e non aveva motivazioni estetiche, risulta assai gradevole. Ci godiamo un privilegiato panorama a 360 gradi su Spargi e una straordinaria visione d’insieme dell’Arcipelago Maddalenino e dei Lavezzi, una spettacolare anteprima di quello che ci attende nei prossimi giorni. Ritornati ai kayak, un bagno rigenerante e riprendiamo il mare. Il basso fondale si fa sabbioso e il bianco esalta le trasparenze tanto che i kayak sembrano volare. Doppiamo la spiaggia di Cala Conneri e Cala Granata e in un crescendo di bellezza arriviamo alla stupenda piccola Spiaggia di Soraya con la ripida duna di sabbia bianchissima alle spalle che adornata dal verde tenue dei ginepri cattura lo sguardo con un armonia cromatica senza uguali. Concludiamo il periplo ritornando a Cala Corsara per poi goderci un nuovo tramonto dalla nostra imbarcazione a rada. 

5° giorno Il regno della bellezza
Salutiamo Spargi nella quiete assoluta del mattino e facciamo rotta su Santa Maria. Meno di un’ora di navigazione e siamo già nella bella Cala di Santa Maria, davanti alla grande spiaggia caliamo l’ancora e siamo pronti per un’altra giornata memorabile. Questa volta con i nostri kayak andremo a scoprire le meraviglie delle Isole di Santa Maria, Budelli e Razzoli, pagaiando anche nelle acque turchesi del Porto della Madonna, come viene chiamato il tratto di mare tra queste Isole, famoso in tutto il mondo per le sue eccezionali trasparenze. Dalla spiaggia di Santa Maria, a quest’ora deserta, cominciamo a pagaiare in senso orario e sfiorando i graniti ci affacciamo nella acque abbaglianti di Porto Madonna, risaliamo il lato occidentale di Santa Maria per entrare dentro la Cala Giorgio Marino una baia molto riparata con tre scogli all’interno e un fondale bassissimo, tanto che con la bassa marea anche con i kayak si fatica a fare il periplo degli “scoglietti”. È un luogo di quiete assoluta e molto interessante naturalisticamente perché vi trovano rifugio numerosi animali e vi cresce rigogliosa la salicornia. Per l’assoluto riparo che offre è diventata anche un malinconico cimitero di piccole imbarcazioni in disuso. Proseguiamo fino a raggiungere il mitico Passaggio degli Asinelli che divide Santa Maria da Razzoli, è questo uno dei luoghi più famosi dell’intero Arcipelago per la straordinaria limpidezza e luminosità del mare. Si tratta di uno stretto canale profondo meno di un metro, un tempo usato dai pastori per spostare le greggi da un’isola all’altra. Doppiato lo stretto ci troviamo sul lato orientale di Razzoli, la più selvaggia tra le Isole dell’Arcipelago, ma in questo tratto la costa è dolce, ci fermiamo in una piccola spiaggia di quarzo rosato contornata da profumati cespugli fioriti di elicriso e con le maschere andiamo alla scoperta del fondale qui particolarmente ricco, dove abbondano i ricci e le “Nacchere” Pinna nobilis. Man mano che si risale la costa diventa sempre più impervia e selvaggia e le baie più profonde. La linea della vegetazione si alza e i graniti sempre più scolpiti dalle onde, impressiona la grande quantità di legname portata dalle mareggiate sul fondo delle baie. Sopra di noi la sagoma massiccia dell’edificio del faro, uno dei più famosi del Mediterraneo. Davanti la sagoma di tre scogli a pochi metri dalla costa che disegnano un confine ben preciso, superare questa sorta di porta spazio-temporale ci porta direttamente dentro le Bocche, nel punto più esposto, oltre davanti a noi ci sono l’Isola di Lavezzi e la Corsica. Doppiamo queste rocce dal sapore mitologico che ci proiettano nel cuore delle Bocche, qui la potenza del mare è disegnata nella roccia, le fenditure che dilaniano il granito sono impressionanti, solo con la benevolenza degli Dei si può passare da qui… pagaiando tra le rocce affilate di Ponente, entriamo dentro Cala Lunga una profonda insenatura che si ramifica all’interno in suggestivi fiordi. Atterriamo sulla seconda spiaggetta vicino al piccolo approdo da dove parte la bella mulattiera che ci permette di raggiungere il grande edificio del faro, purtroppo in totale abbandono, ma assi affascinante. Ci arrampichiamo fino alla base della lanterna per godere a pieno del privilegio di essere su questo favoloso affaccio sulle Bocche. Avvolti dai profumi intensi della macchia riprendiamo la via per poi riprendere il mare. Esploriamo la parte più profonda della Cala e poi risaliamo la lunga lingua di granito del promontorio tra fantastici passaggi tra scogli e anfratti fino agli isolotti di Cala Lunga e continuare tra rocce e calette abitualmente frequentate dal raro gabbiano Corso. Ormai il ridosso della vicina Budelli ci protegge, spiaggiamo nuovamente i kayak per un’altra breve passeggiata tra le policrome guglie granitiche che ci regalano un panorama mozzafiato su Porto Madonna e tutto l’Arcipelago. Chiudiamo il periplo di Razzoli e attraversiamo il breve tratto di mare che ci separa da Budelli, la terza Isola di questa giornata. Pagaiamo sui bianchi bassi fondali davanti alla spiaggia del Cavaliere e gli straordinari colori di Porto Madonna che rendono inappropriato ogni aggettivo. Al tramonto è il momento di atterrare nei pressi della famosa Spiaggia Rosa e con un sentierino andarsi a godere dall’alto il sole basso che illumina la spiaggia. Nel rispetto dei vincoli continuiamo la passeggiata dietro il famoso arenile e poi riprendiamo la pagaiata con la posa di sole ormai prossima. Ci godiamo il tramonto tra gli isolotti Stranamari e Paduleddi e con il mare e il cielo colorati d’oro e d’arancio ritorniamo alla nostra barca per una nuova meravigliosa rada.

6° giorno Lavezzi e Cavallo, le Isole degli Dei
Come d’abitudine la giornata inizia con una breve navigazione di primo mattino, che questa volta ci porta a raggiungere l’Isola di Lavezzi. Diamo fondo a cala Greco e iniziamo il giro della costa Nord-Est. Una breve sosta per un tuffo e per ammirare il panorama dalle surreali scogliere e iniziamo la traversata verso Cavallo seguendo il ponte di scogli di granito e secche semi affioranti che dividono le due Isole. Un passaggio che da secoli incute timore e terrore ai naviganti, scogli che invece sono di aiuto per noi in kayak perché ci offrono ridosso e possibilità di riposo in caso di vento forte. Ci lasciamo a sinistra il porto dell’isola e ne iniziamo il periplo in senso antiorario. L’Isola interamente granitica regala un’infinità di scorci incantevoli e un mare trasparente e turchese con baie riparate e spiagge di sabbia bianca, anche se i tanti edifici se pur curati ne deturpano il paesaggio e ne riducono il fascino. Costeggiamo ora la parte più selvaggia, il lato più esposto con rocce erose e levigate dalla forza del mare, per poi ritrovare le baie di Cala Zeri e la meravigliosa Cala Greco, eccezionale per le trasparenze uniche di questo mare che regala l’illusione di volare sull’acqua mentre si pagaia. Qui ci fermiamo per un indimenticabile bagno. Continuiamo il nostro periplo sul lato occidentale con le piccole isole di Ratino e Piana tra noi e la Corsica, questo tratto molto bello ci porta fino alla piccola e ben nascosta spiaggia doppia, uno scrigno segreto conosciuto da pochi. Ormai Lavezzi è di nuovo davanti a noi, completiamo il periplo di Cavallo e iniziamo la traversata di ritorno per riprendere il giro dei Lavezzi da dove l’avevamo lasciato. Arriviamo nella favolosa e surreale Cala Chiesa che affascina per la meravigliosa architettura naturale, di assoluta armonia e perfezione. Si prosegue pagaiando nel sorprendente labirinto di scogli, passaggi che si incuneano tra i graniti o si spengono in uno stagno, per poi ritrovare il mare aperto. Arrivati alla Cala dell’Acciarino visitiamo il cimitero per rendere omaggio ai naufraghi del Semillante e poi raggiungiamo anche lo scoglio esterno che ospita una slanciata piramide in ricordo della tragedia del Semillante, fregata francese che naufragò il 15 febbraio 1855 schiantandosi su questi graniti. Morirono tutte le 695 persone, quasi tutti poco più che ragazzi, soldati che andavano a combattere nella guerra di Crimea. Una morte tremenda per tanti giovani ignari del mare e del proprio destino, una storia crudele che si contrappone alla bellezza assoluta di questo luogo e innesca infinite riflessioni su follia, il destino, il paradiso e l’inferno. Riprendiamo a pagaiare nelle trasparenze di Cala Lazzerina e Cala di Giunco e dopo aver doppiato Capu di Beccu passando sotto il pittoresco faro bianco e rosso, chiudiamo il periplo ritorniamo Cala Greco. Lasciati i kayak andiamo a conoscere da terra questo piccolo isolotto dalla sagoma indefinita in cui si concentra una grande quantità e varietà di bellezza che emana una grande energia e ci spinge a salire sui graniti dalle forme fantasmagoriche che regalano scorci di meraviglia e incendiano la fantasia, riportandoci ad un mondo primordiale di roccia e salmastro. Ci godiamo la magia della Posa di Sole, quando tutto si ferma e senza ascoltare si sente il battito del cuore. Prima del calare della notte risaliamo a bordo per un’altra notte a rada ad ammirare le stelle e ascoltare il canto struggente delle berte. 

7° giorno La magia di Bonifacio
Al mattino salpiamo e facciamo rotta su Bonifacio. La grande falesia che bianca cresce dinanzi a noi regala sempre uno scenario meraviglioso: la sagoma inconfondibile di Capo Pertusato e la cittadella sospesa sugli strapiombi che da oltre un millennio sfida erosione e gravità. Entrare nel fiordo con una barca vela è sempre emozionante, sfiliamo sotto il faro della Madonetta e navighiamo dominati dalle imponenti pareti di calcare candido. Una volta ormeggiati nello splendido fiordo ammariamo i kayak e cominciamo una memorabile escursione sotto le bianche falesie del lato di settentrione, esplorando grotte e anfratti fino a Capo Fenu. Risaliamo il fiordo fiancheggiando postazioni militari e sovrastati da impressionanti pareti fino a doppiare il Faro della Madonetta, grotte e anfratti scolpite nel calcare si susseguono sovrastate da impressionanti stallatiti appese allo strapiombo bianco. Dinanzi a noi la volta di una grande grotta, entriamo e lo stupore ci domina, il grande arco è solo l’ingresso di un’enorme grotta profonda e altissima, con una voragine sul tetto da cui filtrano lame di luce creaando un’atmosfera onirica. Continuiamo la nostra pagaiata sotto la grande falesia, passiamo tra lo scoglio di Fazio e la costa che si apre nella bella omonima cala dove spiaggiamo per un bagno. Si costeggia la profonda Cala di Paraguano che si spenge nel candido bassofondo sabbioso, qui termina la bianca falesia e ritorna il granito. Risaliamo la costa che ora si fa dolce con la macchia che sfiora il mare e si apre in tante piccole cale. Spiaggiamo i kayak sulla Cala dei Frati per un po’ di relax e uno snorkeling. La pagiata ci porta poi a Cala Genovese che ci svela un piccolo fiordo. La costa ora si fa più tosta, i graniti sono esposti al mare aperto, questo tratto spettacolare ci porta fino a Capo di Feno, altro luogo mitico per i naviganti sovrastato dal massiccio Faro. Da qui iniziamo il percorso di rientro con un fantastico colpo d’occhio sulla bianca Bonifacio e la Sardegna in lontananza. 
In serata scendiamo a terra per visitare la cittadella di Bonifacio e concludere degnamente la giornata.

8° giorno Le incredibili falesie bianche di Bonifacio e Capo Pertusato

Iniziamo a pagaiare di buon’ora lasciando il fiordo bonifacino ancora dormiente. Lo risaliamo fino a doppiare la grotta di Sant’Antonio e ci spostiamo sul lato meridionale della falesia. La parete è una vertigine verticale e sopra di noi la cittadella. Navighiamo davanti alla sorgente, uno dei segreti della cittadella inespugnabile, a cui si accedeva dalla Scala Aragonese, ripida scalinata scalpellata nella falesia. Avanziamo con lo sguardo in alto attratti dallo spettacolo della cittadella arroccata e sospesa sopra di noi. Continuiamo costeggiando l’impressionante falesia che regala continue sorprese, con divertenti passaggi tra faraglioni e secche affioranti, archi, grotte e pertugi, fino al favoloso Capo Pertusato dove esploriamo la suggestiva grotta con la volta crollata e l’Isolotto di Sant’Antonio con la singolare sagoma che sembra un sommergibile. Ci fermiamo sulla bella spiaggia di sabbia candida, con alle spalle l’imponente faro che potente illumina le notti delle Bocche. Proseguiamo la pagaiata costeggiando fino alla punta dello Sperone e chiudiamo in bellezza nelle trasparenze turchesi del banco di sabbia tra l’Isola Piana e la Piantarella, dove mettiamo a bordo i kayak e iniziamo la lunga navigazione di ritorno che risalendo la Corsica ci riporterà all’Isola d’Elba. 

9° giorno Sulla rotta di balene e delfini 
La luce dorata dell’alba ci svela le sagome ormai vicine delle Isole dell’Arcipelago Toscano. Al mattino raggiungiamo l’Elba dove sbarchiamo a Portoferraio. 


PREZZO

1.150 € a persona 

La quota comprende: 
8 giornate di navigazione con escursioni kayak guidate.
8 pernottamenti in barca a vela.
Kayak attrezzati
Skipper sempre a bordo.
Tender sempre a disposizione.
Carburante
Guida ambientale sempre con il gruppo
Trasferimento dal traghetto all’imbarco e viceversa.
Assicurazione e assistenza tecnica

La quota non comprende: 

Costi cambusa
Eventuali ormeggi in marina

Info e prenotazioni:
Tel e fax +39 0565 976707
Mob +39 333 2653079
Mail info@econauta.net


I pacchetti di ECONAUTA sono curati da Agenzia Viaggi Brignetti