Econauta
Venezia e Laguna in Kayak nei giorni del Carnevale
2 - 9 Marzo 2019
 
Kayak
 
Venezia e Laguna
1° Giorno - La casa galleggiante
Ritrovo a Chioggia a mezzogiorno, facciamo cambusa nei tipici mercati della “Piccola Venezia” si caricano i bagagli a bordo dell’house boat e si assegnano gli alloggi. Breve escursione in kayak a Chioggia e visita del centro storico. Cena e pernottamento a bordo.

2° Giorno - Dimensione Laguna, pagaiando tra velme, barene e Cason

Colazione a bordo e partenza in kayak. Cominciamo a risalire l’interno della laguna dentro i canali e le valli di pesca, fino ad arrivare a Millecampi (la più grande valle di pesca della zona). Si pagaia tra i canneti immersi in uno straordinario paesaggio lagunare, tra “velme” (laghetti di fanghi argillosi) e “barene” (isolotti che fuoriescono con la bassa marea, ma che conservano al loro interno i “ghebi” piccoli canali navigabili). Di tanto in tanto pagaiando si incontrano i “Cason” tipici rifugi in muratura dei pescatori “vallesani” e barcaioli, dove possiamo ormeggiare i nostri kayak. Riprendiamo la pagaiata passando anche nelle acque del Canale dei Sette Morti, il cui nome ha origine da una leggenda lagunare. Continuiamo a pagaiare nelle acque dormienti della laguna avvolti da un paesaggio rarefatto e cangiante. Rientro in house boat cena e pernottamento.

3° Giorno - La Serenissima (arrivo a Venezia)

Sveglia nel cuore della laguna e partenza con i kayak avvolti da un paesaggio onirico, fatto di campi coltivati in mezzo al mare e cupole di chiese e monasteri sull’orizzonte. Pagaiamo con la nostra casa viaggiante sempre nei pressi e raggiungiamo tre Isole: Sacca di Sassola (detta anche Isola delle Rose), San Clemente e l’Isola della Grazia, tutte ricche di storia e di vicende intriganti…E mentre si avanza pagaiando lentamente nelle acque immobili della laguna, dalla coltre nebbiosa e salmastra le sagome grigie della Serenissima piano piano acquistano volume e colore. Stiamo entrando a Venezia, che si specchia nelle acque di vetro di un mare immobile. È una visione splendida e nel contempo assurda, maestosa e possente, ma costruita su palafitte precarie e mollicce. Venezia è un sogno reale, ma varca abbondantemente il confine del fantastico. Ormeggiamo i kayak sulla nostra casa galleggiante e ci godiamo il tramonto da una prospettiva di assoluto privilegio. Il tempo di rilassarsi un po’ e poi in giro per Calli e Campi alla scoperta di Venezia.

4° Giorno - Il Labirinto liquido, Venezia in kayak nella magia del Carnevale

È il giorno forse più atteso, quello del viaggio dentro Venezia. Pagaiando nel dedalo dei canali secondari e meno conosciuti di Venezia arriviamo nel maestoso Canal Grande ed infine nello straordinario spettacolo del Bacino San Marco. Certo le acque non sono sempre limpide, ma gli scenari sono di una suggestione unica e anche gli odori, che altrove sarebbero sgradevoli, qui accrescono il fascino di questo viaggio fuori dal tempo. Impossibile descrivere il fascino di questo labirinto liquido e cangiante, che regala continue sorprese. Prima del tramonto parcheggiamo i kayak sull’house boat e poi dentro il gran finale del Carnevale.

5° Giorno - Le Isole Nord: colore, mistero e stupore. Il fascino della storia, la suggestione della natura.

Mettiamo in mare i nostri kayak a Venezia, facciamo una bella pagaiata avvolti nella magia lagunare fino a raggiungere l’Isola di Burano, formata da quattro isole e tre canali navigabili, famosa nel mondo per le sue fantastiche case colorate affacciate sui canali. La particolarità del luogo merita una breve sosta. Poi di nuovo in kayak per raggiungere e visitare Mazzorbo, che rispetto a Burano ha una vocazione molto più agricola. Riprendiamo a pagaiare per sbarcare a Torcello, una delle prime isole lagunari ad essere stata abitata. Tra il V e il IX secolo fu il principale centro della laguna, di cui oggi si conservano soltanto la Cattedrale del 639 e la chiesa di Santa Fosca del 1100. In seguito, anche a causa dello sprofondamento, cadde in declino e la maggior parte degli edifici furono depredati per costruire Venezia. Torcello è un’Isola intrigante, ricca di storia, ma soprattutto affascinante perché selvaggia e disabitata. Fu sopratutto per questa caratteristica che venne anche scelta da Ernst Hemingway per i suoi soggiorni in laguna. Dopo una bella escursione nei suoi boschi fiabeschi, rientro in house boat.

6° Giorno - Arcipelago di storie e leggende, L’Isola Convento, L’Isola orto, l’Isola delle vigne, l’Isola cimitero e l’Isola del vetro.
Al mattino si inizia a pagaiare verso l’isola Convento di San Francesco del Deserto, con il suo straordinario convento-isola che si annuncia con le sagome dei cipressi e dei pini che si vedono in lontananza. Il nome trae origine dal fatto che S.Francesco d’Assisi si fermò qui nel 1220 di rientro dall’Egitto. Nel 1228 venne costruito il primo convento dei frati francescani e dopo tante vicende e secoli di abbandono, oggi vi si trova un convento francescano che praticamente occupa tutta l’isola e che andremo a visitare. Riprendiamo a navigare verso l’interno della laguna incontrando l’Isola della Madonna del Monte, due isolotti collegati tra loro da una stretta lingua di terra, dove furono costruiti diversi edifici religiosi, di cui oggi rimangono solo poche tracce. I ruderi meglio conservati sono quelli di una polveriera militare del 1800. Immersi in questa ambientazione surreale, proseguiamo pagaiando verso un altro isolotto della laguna centrale, l’Isola di San Giacomo della Palude con i ruderi di costruzioni medioevali, resti di fortificazioni ed ex capannoni militari, quest’ultimi recentemente usati per la biennale del cinema di Venezia. L’itinerario acquista sempre più una dimensione storica, ormai come viaggiatori nel tempo siamo immersi nelle vicende lagunari del passato. Approdiamo all’Isola del Lazzaretto Nuovo, dove venivano concentrati i sospetti contagiati di peste. Una sorta di anti-purgatorio in attesa dell’inferno che si trovava al Lazzeretto Vecchio. Dopo la visita all’isola degli infetti, che evoca immagini da inferno dantesco, con i kayak ci spostiamo sull’isola di S.Erasmo, la più grande della laguna, chiamata anche l’orto di Venezia. Isola che ancora oggi è ricca di coltivi, ma anche di natura selvaggia, con le praterie di limonium e salicornia, i gelsi secolari e i falchi di palude che volano maestosi. Ancora itineranti per queste surreali isole zattere…siamo ora a Vignole, “l’isola delle vigne”. Anche qui tamerici, sambuchi, olmi, le immancabili fortificazioni militari e naturalmente vigne ed orti. Dopo qualche ora passata nel “verde” risaliamo verso zone urbane, pagaiando per raggiungere l’Isola di San Michele “l’isola-cimitero” dove si trova il cimitero monumentale della città. E per concludere l’intensa giornata, entriamo nei canali della famosa Murano, l’isola dei maestri vetrai, dove dal 1295 per decreto furono trasferiti forni e laboratori vetrai causa di numerosi e disastrosi incendi a Venezia. In serata visita dell’isola passeggiando tra calli e campi.

7° Giorno - L’Isola dei fantasmi
Dopo un’abbondante colazione a bordo, si comincia a pagaiare in direzione sud. Mentre Venezia comincia a dissolversi nei fumi nebulosi della laguna, davanti a noi si materializza l’Isola di San Lazzaro degli Armeni. Posizione ideale per la quarantena, poi lebbrosario, poi monastero armeno dei padri Mekhitaristi, importante centro culturale dove studiò anche Lord Byron. Riprendiamo il nostro viaggio in kayak nelle acque vitree della laguna costeggiando il lato interno del Lido di Venezia, per atterrare nell’Isola del Lazzaretto Vecchio, isola dall’infausto destino. Qui infatti venivano portati a morire e seppelliti gli appestati. Anticamente l’isola era abitata dagli eremitani, che vi costruirono la chiesa di Santa Maria di Nazareth, da cui nazzarethun che divenne poi lazzaretto, termine che è rimasto fino ai giorni nostri. Nonostante la terribile storia di queso isolotto, l’aspetto non trasmette emozioni tetre. Continuiamo il nostro peregrinare e giungiamo alla piccola Isola di Santo Spirito, dove anche qui sono presenti i ruderi di un convento degli eremitani. Arriviamo quindi in una delle isole più intriganti della laguna, proprio davanti al borgo di Malamocco sull’isola del Lido, si trova Poveglia, conosciuta anche come l’isola dei Fantasmi. Le leggende popolari raccontano che qui la notte si sente il canto degli orfani liguri, a memoria del massacro della flotta genovese avvenuto durante la Guerra di Chioggia, ma si odono anche i lamenti e si vedono i fantasmi degli appestati che sono morti qui al tempo della grande epidemia. Il luogo è molto suggestivo e perfetto per essere visitato in kayak, pagaiamo intorno al grande ottagono sul lato sud, dove in tempo di guerra si posizionavano i cannoni e navighiamo il canale che divide in due l’isola, prima di andarla a visitare. In serata si ormeggia a Malamocco e visita del bel borgo lagunare, dove Hugo Pratt disegnava le avventure di Corto Maltese.

8° Giorno - Ritorno nella piccola Venezia, le dune e i murazzi

L’ultima giornata in laguna la passiamo pagaiando lungo la costa meridionle del Lido. Dopo aver doppiato la bocca di Santa Maria, proseguiamo verso Chioggia lungo la costa interna dell’Isola di Pellestrina, una lingua di terra protetta dai Murazzi, l’imponente diga costruita in pietra d’Istria intorno alla metà del settecento dalla repubblica di Venezia. E quindi rientriamo a Chioggia, la piccola Venezia, per terminare la nostra avventura da dove avevamo iniziato.


PREZZO 1.150 € a persona

Max 8 partecipanti

La quota comprende:

8 giornate di navigazione con escursioni guidate in kayak e a terra.
Noleggio kayak e relativa attrezzatura.
7 pernottamenti a bordo in cabina doppia o tripla.
Skipper ed equipaggio sempre a bordo.
Guida sempre con il gruppo.
Ormeggi e carburante.
Copertura assicurativa.

La quota non comprende:
spese di cambusa

Cosa portare
Guanti o meglio manopole in neoprene specifiche da kayak (accessorio fondamentale)
Calzari per la navigazione e scarpe comode per le escursioni
Cappello di lana
Giacca a vento leggera e/o K-way (tipo spray-top)
Muta in neoprene (non indispensabile)
Torcia frontale
Abbigliamento adatto sia al kayak che alle escursioni a terra (nella sacca stagna sempre un ricambio di pantalone e felpa)
Consigliati: Macchiana fotografica impermeabile, borraccia termica.

Cosa forniamo
Kayak da mare, salvagente, pagaia, paraspruzzi, sacca stagna

Il ritmo del pagaiare sarà molto tranquillo e durante ogni giorno si faranno delle escursioni a terra sulle varie isole. Pertanto l’abbigliamento deve essere adatto ad entrambe le attività. Consigliamo scarpe comode ed impermeabili, pantaloni comodi ed impermeabili, maglie e pile che consentono disinvolti movimenti di braccia e spalle, giacca a vento impermeabile.

Il programma della settimana è legato alle condizioni meteo e può subire variazioni.

Info e prenotazioni:

Tel e fax +39 0565 976707
Mob +39 333 2653079
Mail info@econauta.net

I pacchetti di ECONAUTA sono curati da Agenzia Viaggi Brignetti di Marciana Marina